HUB Clivio
Titolo Progetto
HUB Clivio

Descrizione progetto
Complesso per uffici. Coworking. Bar. Spazio eventi
Concorso di idee

Luogo
Via Laurentina 865, Roma (Italia)

Equipe di progetto
Architetto capogruppo: IT’S
Strutture: Artelia
Impianti: Artelia
Paesaggio: OSA

Incarico
Concorso per idee

Cronologia
2021

Dati progetto
Classe energetica:
Classe Leed Silver

SLP: 18.750 m2

HUB aperto alle esigenze della società contemporanea

Siamo nell’Antropocene, una nuova era in cui l’uomo può determinare con le proprie azioni il futuro del pianeta. Come architetti, insieme agli imprenditori, possiamo contribuire a questa nuova dimensione ripensando modi di vivere, di muoversi, di abitare gli spazi, affinché questi concorrano ad una visione realmente sostenibile del modo di vivere la città. Città che oggi più che mai è il luogo potenzialmente preposto a guidare la transizione globale verso nuove forme di gestione delle risorse, nuove forme di abitare, nuove forme economiche e di sviluppo.

Il progetto del nuovo complesso direzionale si colloca in questo contesto e ci ha spinto a concepire un HUB, CLIVO, come un luogo aperto alle esigenze della società contemporanea:

• la dimensione degli spazi di lavoro del futuro

• il linguaggio degli edifici che risponda a temi ambientali ed energetici

• la creazione di luoghi di identità e d’incontro per la città

Le conseguenze della pandemia ci stanno portando a vivere gli spazi, le città ed anche la dimensione del lavoro in modo diverso: saremo portati ad una dimensione meno rigida e stanziale, a vivere i luoghi di lavoro con meno frequenza ma con maggiore intensità e dinamicità. Vivremo i luoghi di lavoro per meno tempo, svolgendo al loro interno più attività. La nostra risposta attraverso il progetto, che asseconda alcuni principi del bando, è quella di generare un luogo ibrido, un contenitore animato e vissuto 7/7 giorni, 24/24ore con differenti livelli di apertura alla città e nel quale la città con le sue dinamiche e le sue funzioni ne entra a far parte in modo attivo, evolvendo quella che negli ultimi anni è stata una condizione di sostanziale chiusura e distacco del lavoro dal contesto urbano.

VOLUMETRIA e FLESSIBILITÀ

Per rispondere ai diversi obiettivi, l’impianto volumetrico a terrazze pensili con corte centrale e i due patii, è pensato per essere evolutivo, flessibile e allo stesso tempo favorire l’incontro tra i vari utilizzatori dell’HUB.

L’edificio si articola in tre parti:

• un piano terra attivo, poroso, trasparente, animato dalla Hall, zone lounge, spazi pop-up, eventi, coworking, caffè/bar, salette formazione, auditorium, …

• dei piani intermedi più intimi, dedicati al lavoro nelle sue varie forme: individuale, condivisa, collettiva e con una distribuzione il più possibile libera e flessibile;

• un ultimo livello con possibilità d’integrare un ristorante/caffè con rooftop (850 m2 circa)

Grazie alla dimensione della manica dell’edificio, al passo strutturale, al posizionamento della circolazione verticale, abbiamo generato spazi liberi e modulabili, per un uso evolutivo e dinamico degli spazi rispetto al variare sempre più rapido del quadro delle esigenze. Tre diverse corti articolano l’organizzazione degli spazi e consentono anche attività e vissuto all’aperto. Sarà un “edificio città” all’interno della città.

LANDMARK terreno di sperimentazione

L’apertura dell’edificio non è solo tipologica e funzionale ma contamina anche la sua forma. L’area di progetto, posta tra la via Laurentina e via di Tor Pagnotta si configura come la porta Sud del nuovo Programma di Recupero Urbano Laurentino affacciata su frammenti della riserva naturale Laurentino Acqua Acetosa. L’edificio si apre gradualmente al contesto e alla luce verso Sud- Ovest, con un sistema di giardini pensili che consentono una contaminazione con il paesaggio naturale esistente. L’edificio è un CLIVO abitato con un sistema di terrazze pensili che consentono di lavorare all’aperto in diretta relazione con la natura. I fronti Nord ed Est su via Sacco Gotta, restano più compatti per ritrovare un’identità urbana con l’interno del complesso. La facciata proposta, dotata di un sistema di brise-soleil metallici, contribuisce a diminuire il surriscaldamento, massimizza la visuale verso il paesaggio e favorisce l’ingresso della luce naturale. E’ una facciata che risponde al contesto e alle esigenze programmatiche, con passo e profondità variabile delle lame e diversa percentuale di apertura in funzione dell’esposizione e dell’intimità delle funzioni interne. In alluminio e rame ossidato (pre-patinato verde), un materiale molto espressivo e che negli anni acquista variazioni cromatiche uniche e particolari, la facciata crea un’immagine fortemente riconoscibile e allo stesso tempo integrata ai toni naturali del contesto. Sarà un “edificio paesaggio” nel paesaggio, un CLIVO. Una BOX BILLBOARD digitale a led con testo “scorrevole” installata all’ultimo piano renderà ancora più visibile e iconico l’edificio, mostrando da lontano le società presenti.