Via Mecenate
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Titolo Progetto
Via Mecenate

Descrizione progetto
Restauro e recupero di un villino da destinarsi a residenza privata

Luogo
Via Mecenate, Roma (Italia)

Committente
Privato

Equipe di progetto
Architettura: appaltatore fino al 2016: Scape s.p.a nella persona del suo socio Paolo Mezzalama ed il team della società
Ingegneria: Ing.Antonio Del Buono

Incarico
Completo (design e direzione lavori)

Cronologia
2011-2012

Dati progetto
Superficie:
Appartamento : 220 mq
Terrazze : 60 mq


Budget
450.000€

L’intervento che ha coinvolto gli ultimi due piani di un villino ubicato nelle vicinanze del Colle Oppio e una serie di interventi di manutenzione straordinaria che hanno coinvolto le parti restanti dell’edificio è un intervento che come spesso accade lavorando nel tessuto storico di Roma ha raccolto numerosissimi fattori di complessità. 
L’alloggio, di poco più di 200 mq, si articola su tre livelli, due principali e un mezzanino,  frutto di numerosi interventi che si sono susseguiti in  modo disordinato e sconnesso negli ultimi venti anni. Ad una situazione funzionalmente e spazialmente compromessa, si è aggiunta poi la difficoltà di intervenire in una città le cui regole tendono sempre a proteggere tutto ciò che è preesistenza perché più facile da controllare, ignorando però troppo spesso gli aspetti qualitativi degli stati di fatto. Infine, l’alloggio presentava una statica compromessa che ha costretto i proprietari a dover intervenire su solai e coperture con un massiccio intervento di consolidamento. 
L’obiettivo del progetto è quello di ricostruire all’interno dell’alloggio un’unitarietà e coerenza spaziale volta a valorizzare gli aspetti qualitativi del villino e cioè le importanti altezze dei soffitti in alcuni punti della casa, la presenza di numerosi spazi esterni, anche se di dimensioni limitate, su diversi livelli e gli splendidi punti di vista sulla città. 
Due sono state le principali operazioni formali che hanno dettato le regole per l’organizzazione dei vari ambienti della casa:  
l’inserimento di un grande volume in legno che accoglie al suo interno la scala di collegamento fra i vari livelli e tutte le armadiature necessarie per il funzionamento della casa, e l’omogeneizzazione dei soffitti che presentavano un’articolazione delle falde di copertura affascinante ma compromessa da elementi portanti irrazionali e disordinati. 
La seconda operazione formale coinvolge la copertura. Un nuovo sistema di controsoffitti accentua le articolazioni delle falde e ne esalta i movimenti e le interazioni con gli spazi sottostanti. Un intervento che si ispira quindi alle geometrie esistenti dei soffitti ma le rafforza e, rafforzandole, connota il progetto in chiave contemporanea.